lunedì, Novembre 30, 2020
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Piscina tutto l’anno: come fare una corretta manutenzione

La manutenzione e la pulizia della piscina sono due argomenti che si ripropongono, puntualmente, ogni anno, quando ci si appresta alla bella stagione e durante la bella stagione.

Sia che si tratti di piscina per uso pubblico, sia che si tratti di piscina domestica, tradizionale o fuori terra, è importante effettuare correttamente la manutenzione e la pulizia.

Questi due processi vanno tuttavia eseguiti – ovviamente con modalità diverse – anche alla fine dell’estate e durante le stagioni di non utilizzo degli impianti. 

Inoltre, in questo periodo di incertezza globale dovuto al diffondersi di COVID-19, è ancora più significativo e “più indispensabile” garantire una corretta igiene di ambienti come la piscina, seguendo le giuste procedure e servendosi dei prodotti giusti. 

Vediamo, qui di seguito, quali sono i passaggi fondamentali – e quali prodotti utilizzare – per eseguire correttamente la manutenzione e la pulizia della piscina.


Manutenzione della piscina: misurazione e regolazione del PH

Il PH è il grado di misurazione di acidità/basicità per gas e liquidi. Quando il PH è pari a 7, il fluido (liquido o gas che sia) è neutro; se abbiamo un PH inferiore a 7, il fluido è acido; se abbiamo un PH superiore a 7, allora il fluido è basico (o alcalino che dir si voglia).

La pelle umana sana ha un PH pari a 5,5, ossia tendente all’acidità; il sangue, invece, è leggermente alcalino/basico: si aggira tra 7,4 e 7,5. Ai due estremi della scala PH troviamo l’acido cloridrico (HCl, acido forte, PH = 0) e l’idrossido di sodio, meglio noto come soda caustica (NaOH, idrossido forte, PH = 14).

Qual è, quindi, il PH ideale per l’acqua della nostra piscina? Il valore di PH deve essere compreso tra 7,2 e 7,6: ossia, più basico della pelle e quasi quanto il sangue. La misurazione del PH viene effettuata come appositi tester, sia elettronici sia manuali. Tra quelli manuali, ci sono tester PH/cloro a reagenti liquidi.

test kit cloro ph

Test kit cloro/PH con gocce (244-L140)

Come detto, il valore ideale del PH dell’acqua della piscina deve essere tra 7,2 e 7,6. Vediamo come agire nel caso in cui i valori fossero diversi da tale intervallo.

SE il PH è inferiore a 7,2 vuol dire che è eccessivamente acido: in tal caso si deve utilizzare un prodotto per aumentare il grado di basicità del PH. Si tratta di prodotti solitamente denominati PH+.

SE il PH è superiore a 7,6 vuol dire che è eccessivamente basico/alcalino: in tal caso si deve utilizzare un prodotto per diminuire il grado di basicità/alcalinità del PH. Sono prodotti solitamente denominati PH-, che si possono trovare sia in forma granulare sia in forma liquida.

correttore ph granulare

Correttore PH- granulare (244-L1213)

correttore ph liquido

Correttore PH- liquido (244-L1220)

Va detto che il PH+ è un prodotto solitamente meno richiesto rispetto al PH-, in quanto generalmente il PH aumenta automaticamente nell’acqua, a meno di condizioni particolari. Solamente in questi casi va utilizzato il PH+.

I prodotti per l’aumento/diminuzione del grado di basicità/alcalinità del PH sono prodotti chimici e per questo si deve evitare il contatto con la pelle, per due motivi: in primis potrebbero causare irritazioni, in secundis potrebbero alterare la misurazione del PH dell’acqua della piscina.

Attenzione: se non viene effettuata correttamente la regolazione del PH allora le fasi successive risulteranno sballate e non si potrà avere una efficace disinfezione della piscina.


Manutenzione della piscina: il livello del cloro

Dal greco χλωρός, chloròs, ossia “verde pallido”, il cloro è soffocante e velenoso: in alcuni composti come l’acido cloridrico (HCl) esso è molto dannoso; tuttavia, in altri composti esso si trova in forme più “innocue”.

È il caso, per esempio, del cloruro di sodio (NaCl), meglio noto come sale da cucina. Il cloro si trova anche in altri composti chimici (come l’ipoclorito di sodio, NaClO) e ha notevoli proprietà sbiancanti, ossidanti e disinfettanti. Per questo viene utilizzato nella disinfezione delle piscine: vediamo qual è la quantità giusta da utilizzare.

La concentrazione di cloro nell’acqua della nostra piscina deve essere compresa tra 1 e 2 ppm, dove ppm sta per parti per milione.

Ossia, ogni 1000 kilogrammi di acqua (corrispondenti a 1 metro cubo di acqua) devono esserci 1 o 2 grammi di cloro.

Si tratta ovviamente di un dato indicativo, in quanto esso può cambiare a seconda delle caratteristiche dell’acqua. Il livello di cloro si può misurare con appositi tester.

Il livello di cloro va misurato periodicamente, con periodi differenti a seconda dell’utilizzo della piscina: in piscine di uso pubblico, quindi in strutture ricettive e similari, si suggerisce di verificare quotidianamente il livello di cloro.

In piscine private il controllo può essere effettuato anche a maglie più larghe, in quanto è improbabile che in una piscina privata si rechi lo stesso numero di persone che usufruisce di una piscina aperta al pubblico.


Manutenzione della piscina: la clorazione “shock” o l’eco shock

La clorazione shock è una procedura che va eseguita all’inizio della stagione estiva, o comunque all’inizio della stagione di utilizzo della piscina e alla fine della stagione di utilizzo della piscina.

In parole povere, essa consiste nel riversare nell’acqua della piscina una maggiore quantità di cloro rispetto allo standard indicativo del quale abbiamo parlato in precedenza.

La quantità suggerita da aggiungere di cloro, in questo caso, è orientativamente di 300-400 grammi di prodotto ogni 10 metri cubi di acqua. Praticamente, nettamente superiore rispetto alla quantità “normale” da riversare in piscina per il mantenimento ordinario del livello di cloro.

dicloro naturale 244-L1211

Dicloro granulare al 56% (244-L1211)

Tale procedura si può mettere in atto anche con prodotti non a base di cloro: in questo caso parleremo di eco shock e non di clorazione shock, anche se lo scopo ultimo è lo stesso, ossia “avviare” oppure “chiudere” la piscina.

L’eco shock è attuabile, per esempio, anche con prodotti a base di ossigeno liquido. In questo caso, però, il loro utilizzo è indicato prettamente per uso professionale: ossia, è un prodotto non indicato per l’eco shock di una piscina domestica. Naturalmente, il trattamento eco shock va eseguito quando c’è totale assenza di cloro attivo nell’acqua della piscina.

Eco shock rapido liquido

Eco shock rapido liquido (244-L1206) 

Ossigeno in pastiglie

Ossigeno in pastiglie (244-L1311)

Nel caso specifico, l’indicazione è di utilizzare 1,5 litri di prodotto ogni 10 metri cubi di acqua; per il mantenimento ordinario, la quantità indicata è di 1 litro di prodotto ogni 10 metri cubi di acqua.

ATTENZIONE: nel corso della clorazione shock o dell’eco shock è assolutamente vietata la balneazione e l’impianto di filtrazione della piscina deve rimanere attivo.


Manutenzione della piscina: la clorazione ordinaria

La clorazione ordinaria è il processo tramite il quale si mantiene il livello indicato di cloro in acqua, durante l’utilizzo della piscina. Esso si attua dopo aver portato il PH tra 7,2 e 7,6. Come già riferito, se non si effettua prima la regolazione del PH allora la clorazione risulterà sballata.

La clorazione ordinaria può essere eseguita tramite cloro in polvere, tramite cloro in pastiglie e anche tramite cloro liquido. La sostanza va riversata negli skimmer o in appositi dosatori.

Cos’è lo skimmer – Nelle piscine tradizionali, quelle cioè in cui il livello dell’acqua non arriva sino all’estremità del bordo in altezza, per garantire la filtrazione e il ricambio dell’acqua si utilizzano gli skimmer, ossia quelle vaschette che si trovano all’interno di speciali pozzetti laterali rispetto alla piscina.

Cos’è il dosatore – È un apposito strumento che invece viene rilasciato in acqua con appunto al suo interno determinate sostanze (come il cloro) che il dosatore stesso ha il compito di dosare e distribuire nell’acqua della piscina.

dosatore galleggiante

Dosatore galleggiante (244-L0116)

La quantità, il dosaggio e la frequenza con cui effettuare il trattamento di cloro dipende dipendono da diversi fattori, ossia:

  • dimensioni della piscina e metri cubi d’acqua;
  • frequenza di utilizzo della piscina;
  • numero di bagnanti nella piscina;
  • temperatura dell’acqua e dell’aria;
  • sistema di filtrazione;
  • presenza o meno di piogge

L’indicazione generale è di utilizzare 1 o 2 grammi di cloro per metro cubo di acqua. In ogni caso, il trattamento con il cloro varia a seconda delle indicazioni riportate sul prodotto che si utilizza.


Un altro mezzo per trattare l’acqua della piscina è l’utilizzo di pastiglie di bromo, in particolare se si tratta di acqua riscaldata (è il caso, per esempio, delle SPA).

Cos’è il bromo – Il bromo è un elemento chimico dalle proprietà simili a quelle del cloro e utilizzabile per diverse applicazioni: tra queste la realizzazione di composti per la depurazione delle acque.

bromo in pastiglie

Bromo in pastiglie (244-L1319)


Manutenzione della piscina: come eliminare le alghe

Le alghe possono formarsi nell’acqua della piscina nel caso in cui non sia stata effettuata una corretta manutenzione e pulizia della stessa. Ci accorgiamo della presenza delle alghe osservando il colore dell’acqua: se essa è diventata verde e le pareti e il fondo della piscina sono scivolosi, allora siamo in presenza di alghe.

Come detto, la presenza di alghe può essere determinata da una cattiva manutenzione, da una insufficiente quantità di cloro ma anche dal calore. Come eliminare quindi le alghe?

Le alghe possono essere eliminate con un trattamento antialghe: tuttavia, è necessario riportare prima i livelli di PH e cloro a livelli ottimali per poter poi procedere con l’antialghe.

È preferibile versare l’antialghe di sera, in maniera da farlo agire per tutta la notte (al netto, naturalmente, di eventuali precipitazioni atmosferiche che potrebbero modificare l’assetto dell’acqua).

Il giorno dopo, verificare nuovamente i valori di PH e cloro, dopo aver rimosso eventuali alghe rimaste (con l’ausilio di un retino oppure, se la piscina è di grandi dimensioni, con un robot pulitore automatico).

retino con manico in alluminio

Retino con manico in alluminio (244-L1143)

retino da superficie plus

Retino da superficie plus (244-L1176)

alghicida di base

Alghicida di base S3 (244-L1201)

alghicida multifunzione

Alghicida multifunzione Simplyblu (244-L1323)

Per la quantità di prodotto da utilizzare, fare sempre riferimento alle istruzioni riportate sui singoli prodotti.


Manutenzione della piscina: la flocculazione

La flocculazione è un processo attraverso il quale possono essere eliminate impurità che magari sono sfuggite a pur efficaci trattamenti per la manutenzione e la pulizia della piscina.

Spesso, anche dopo aver pulito con cura la piscina, può capitare di ritrovarsi con l’acqua della piscina non perfettamente limpida e cristallina.

Questo succede perché mini mini-particelle, residui di creme solari e polveri sottili sono talmente piccole che non riescono a essere catturate dagli impianti filtranti. Il In questo caso la soluzione migliore è ricorrere alla flocculazione.

Il flocculante è una sostanza chimica che riesce ad attirare e aggregare anche le più piccole impurità, contribuendo quindi a eliminare la torbidità dell’acqua.

Le caratteristiche chimiche del flocculante fanno sì che questa sostanza lavori meglio con un PH più basso rispetto a quello consigliato per la balneazione. Per la piena operatività del flocculante, infatti, si suggerisce di portare il PH tra 6,5 e 7,2.

cloro multifunzione in pastiglie

Cloro multifunzione in pastiglie (244-F5361)


Manutenzione della piscina dopo la chiusura

La piscina, una volta finita la stagione estiva e quindi il suo utilizzo, va incontro alla chiusura, qualunque sia il modello di piscina.

Tra le piscine a uso pubblico, abbiamo le piscine tradizionali (con skimmer) e le piscine a sfioro (senza skimmer, con il pelo dell’acqua che arriva sino all’altezza del bordo, di concezione più moderna).

Tra le piscine domestiche, invece, abbiamo anche quelle fuori terra, che possono essere montate e smontate con relativa semplicità e sono ovviamente molto più economiche rispetto a quelle interrate.

Per quanto riguarda le piscine fuori terra, nella maggior parte dei casi esse vengono svuotate per poi essere riempite all’inizio della stagione successiva. Tuttavia, anche a seconda della grandezza della piscina, è possibile considerare la possibilità di non svuotare la piscina.

Infatti, svuotare e poi riempire la piscina nuovamente e ritrattare la nuova acqua è molto più costoso, in termini economici ed ecologici, rispetto alla manutenzione della piscina (non svuotata) nel corso dei mesi di non utilizzo.

Inoltre, la piscina vuota per diversi mesi potrebbe minare la stabilità delle pareti (che non sarebbero sorrette anche dall’acqua); infine, ultimo ma non ultimo, una piscina vuota potrebbe, involontariamente, accogliere fogliame e insetti mossi dall’inverno. Di conseguenza, la vasca andrebbe ripulita da capo.

In sintesi, a meno di rare eccezioni, è sempre meglio non svuotare la vasca: è preferibile effettuare una corretta manutenzione della piscina anche durante le stagioni di non utilizzo.


COME CHIUDERE LA PISCINA: LA PULIZIA

Prima di procedere alla chiusura della piscina, vanno soddisfatte le seguenti condizioni:

L’acqua deve essere limpida, senza alghe e senza corpi solidi precipitati (fango, polvere, foglie, insetti et c.).

Nelle piscine in PVC (polivinilcloruro) va inoltre eliminata la riga nera di galleggiamento, ossia quella riga di impurità che si forma all’altezza della linea di galleggiamento e che, con il tempo, potrebbe diventare indelebile sul PVC;

– Il PH deve essere compreso tra 7,2 e 7,6;

– Il cloro deve essere presente nella quantità di 1-2 ppm;

– Il filtro del motore della piscina deve essere controlavato e pulito a fondo

Una volta soddisfatte le precedenti condizioni, si può procedere con la chiusura vera e propria della nostra piscina.


COME CHIUDERE LA PISCINA: LA COPERTURA

La copertura della piscina può avvenire, generalmente, tramite un telo non ermetico a rete fitta o tramite un telo in PVC.

Il telo a rete fitta ha il vantaggio di far passare l’acqua piovana in caso di pioggia (in questa maniera l’acqua rimasta nella piscina va in parte a rigenerarsi) e di non far passare materiale di grosse dimensioni. Inoltre, alla riapertura della piscina si toglie con semplicità.

Di contro, il telo a rete fitta lascia passare l’acqua piovana, che oltre a rigenerare l’acqua presente in vasca può però portare sostanze alteranti e inquinanti, che possono portare noie alla riapertura della piscina. Inoltre, ha una limitata durata nel tempo.

Il telo ermetico in PVC ha il vantaggio della copertura integrale della piscina: in tal modo, a parità di altre condizioni, le proprietà dell’acqua (limpidezza, livello cloro e PH) saranno – alla riapertura – le stesse della chiusura.

Non dovrebbe, quindi, essere necessario ripetere i trattamenti con prodotti chimici. Il telo in PVC inoltre, a differenza del precedente, ha una notevole durata nel tempo.

Di contro, la massa di acqua piovana che si andrà inevitabilmente ad accumulare sul telo potrebbe farlo sprofondare sino a toccare l’acqua della piscina. Per evitare questo inconveniente si può utilizzare una elettropompa sommersa per copertura piscine.

Altro problema relativo alla chiusura della piscina con telo ermetico è il depositarsi dell’acido isocianurico, un composto chimico rilasciato involontariamente dai prodotti a base di cloro.

Una volta che tale acido ha raggiunto una determinata concentrazione nell’acqua (superiore a 75/100 ppm circa) esso inizia a depositarsi sull’acqua. Per eliminare questo deposito va effettuata una clorazione shock.

Tuttavia, questa operazione va eseguita dopo aver tenuto la pompa della piscina accesa per 24-48 ore con la piscina scoperta. In caso contrario, attuando la clorazione shock potrebbe formarsi della schiuma bianca sull’acqua.


COME CHIUDERE LA PISCINA: LO SVERNANTE

Lo svernante va aggiunto all’acqua della piscina prima della sua chiusura, tuttavia solamente dopo aver effettuato le operazioni relative ai valori di cloro e PH.

La quantità di svernante da aggiungere varia da prodotto a prodotto, pertanto è sempre meglio seguire le indicazioni riportate nelle schede tecniche/istruzioni del prodotto acquistato.

svernante

Svernante (244-L1200)

Dopo aver aggiunto lo svernante il motore della piscina deve girare con il selettore del filtro in posizione di riciclo, in maniera che l’acqua di piscina contenente il prodotto non vada a rimuovere eventuali incrostazioni dal filtro che poi potrebbero riversarsi nell’acqua della piscina.

Una volta che la piscina ha avuto modo di girare per almeno 1/2 ore si può passare alla chiusura e alla pulizia del sistema di filtraggio.


CHIUSURA DELLA PISCINA: LA PULIZIA INVERNALE DEL FILTRO

La pulizia del filtro – da eseguire dopo la copertura della piscina – ha un duplice scopo, ossia:

– Disinfettare la sabbia quarzifera presente nel filtro;

– Disincrostare la sabbia quarzifera presente nel filtro

Cos’è la sabbia quarzifera – La sabbia quarzifera è il materiale maggiormente utilizzato per la filtrazione delle piscine, sia interrate sia fuori terra. Essa è in grado di trattenere detriti, materiale organico e inorganico, alghe etc.

La quantità di sabbia quarzifera da aggiungere dipende dalla grandezza del filtro del motore della piscina.

Per eseguire la pulizia del filtro il suggerimento è di utilizzare prodotti disinfettanti a caratteristica acida o in mancanza di questi, utilizzare dell’acido tamponato a base di acido cloridrico unito a un prodotto antialghe, magari lo stesso antialghe utilizzato durante la stagione di utilizzo della piscina.

I prodotti vanno inseriti nel filtro, direttamente a contatto con la sabbia quarzifera. Prima di inserire i prodotti nel filtro occorre chiudere tutte le valvole di arrivo e mandata dell’acqua da e per la vasca, in maniera da isolare il filtro dall’acqua della piscina.

Posizionare il selettore del filtro in scarico per togliere più acqua possibile dall’interno del contenitore del filtro.

Svitare le viti del tappo (coperchio) del filtro, mettere il selettore della valvola in riposo. Togliere il tappo e versare il prodotto antialghe.

Possibilmente con le mani smuovere i quarzi del filtro sin dove ce ne sia la possibilità.

Aggiungere l’acido tamponato, riposizionare il tappo del filtro con le viti ma senza riavvitare e stringere le viti della chiusura (si potrebbero formare dei gas che potrebbero far scoppiare il filtro).

Con questo sistema per 2/4 mesi, i prodotti che sono stati aggiunti avranno tutto il tempo di agire sui quarzi.

Alla riapertura della piscina si dovrà riavvitare e stringere le viti a chiusura ermetica del tappo del filtro ed eseguire immediatamente, anche a piscina ancora coperta, un controlavaggio che permetterà di eliminare tutti i residui e le sostanze estranee presenti sui quarzi.

Elettropompa per piscina

Corretta manutenzione e pulizia della piscina: suggerimenti

La manutenzione e la pulizia della piscina sono quindi processi che vanno eseguiti accuratamente. In particolare in questo periodo segnato dalla pandemia globale dovuta alla diffusione di COVID-19, l’igienizzazione della piscina – così come di tutti gli ambienti da noi frequentati – è un tema scottante.

Le informazioni qui riportate sono ovviamente di carattere generale: ci sono, come sappiamo, vari tipi di piscina e ogni piscina ha le sue caratteristiche.

Per questo, il nostro suggerimento è comunque di rivolgersi a tecnici esperti, in maniera da eseguire correttamente la manutenzione e la pulizia della piscina, sia nel corso della stagione di utilizzo sia durante la chiusura invernale.

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